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lunedì, 07 aprile 2008

Fuorio Orario - 13-19 Aprile 2008

RAITRE
Locandine della settimana dal 13 al 19 aprile 2008
Fuori Orario cose (mai) viste
diGhezzi Di Pace Francia Fumarola Giorgini Melani Turigliatto e Bendoni
presenta
 
 
Domenica 13 aprile dalle 2.00 alle 6.00  (4h)
CINEMA CHE (NON) SERVE (4)
con i film
DOPO MEIN KAMPF – I MIEI CRIMINI   v.o. sott. it.    84’         primavisioneTV
(Francia, 1940, b/n)
Regia: Alexandre Ryder
Uno degli ultimi documentari di propaganda anti-nazista girati in Francia prima dell’invasione tedesca. Attraverso immagini di repertorio il film ricostruisce la storia politica di Hitler fino all’ascesa finale, terminando con l’auspicio che la sua caduta sia vicina…
FAHRENHEIT 9/11 v.o. sott. it. 118’
(Usa, 2004, col)
Regia: Michael Moore
Michael Moore ricostruisce fatti e retroscena della tragedia dell’11 settembre puntando il dito contro l’amministrazione Bush, che ne avrebbe sfruttato l’impatto per invadere l’Afghanistan e l’Iraq. Documentario rivoluzionario o propaganda al contrario?
 
 
Martedì 15 aprile dalle 1.55 alle 2.00  (5’)
EVELINE
Mercoledì 16 aprile dalle 1.55 alle 2.00  (5’)
VENT’ANNI PRIMA
Giovedì 17 aprile   dalle 1.55 alle 2.00  (5’)
FUORIORARIO
 
 
Venerdi 18 aprile dalle 1.40 alle 7.00  (5h 20’)
NELLA TERRA DEL SÉ
con i film
GOZU                                       v.o. sott. it.             primavisioneTV
(Gokudō kyōfu dai-gekijō: Gozu, Giappone, 2003, col., 125’)
Regia: Takashi Miike
con: Sone Hideki, Aikawa Shō, Yioshino Kimika
Ozaki, luogotenente di una famiglia yakuza, inizia a dare preoccupanti segni di follia. Il boss incarica Minami, giovane sottoposto di Ozaki, di ucciderlo. Le cose però non vanno come previsto: il corpo di Ozaki scompare misteriosamente. Minami ne inizia disperatamente la ricerca, per lui è l'inizio un incubo ad occhi aperti in un mondo di personaggi folli e situazioni al limite del paradosso.
THE NON-STOP KID
(Usa, 1918, b/n, 21’)
regia: Gilbert Pratt
con Harold Lloyd, ‘Snub’ Pollard, Bebe Daniels
Miss Wiggle è perseguitata da alcuni corteggiatori, ma il padre vuole farle sposare il professor Harold (Lloyd). Una delle prime comiche del grande Harold Lloyd.
IL DIO NERO E IL DIAVOLO BIONDO   v.o. sott. it. 
(Deus e o diabo na terra do sol, Brasile, 1964, b/n, 113’)
Regia: Glauber Rocha
Con Mauricio Do Valle, Geraldo Del Rey, Iona Magalhaes, Lydio Silva, Milton Rosa, Antonio Pinto, Marrom, Joao Gama, Sonia Dos Humildes, Othon Bastos
Nord-Est del Brasile 1940. Per sfuggire alla miseria e allo sfruttamento, il vaccaro Manuel e sua moglie Rosa si aggregano prima a un santone fanatico, il “beato” Sebastião, e poi al cangaceiro (bandito) Corsico, ma entrambi sono uccisi da Antonio das Mortes, sicario al soldo dei padroni, e le loro rivolte falliscono. Una delle opere capitali del cinema nôvo brasiliano degli anni '60. Estetica della fame e del sottosviluppo, esaltazione (alla Frantz Fanon) della violenza, frenesia della narrazione convergono nel linguaggio surriscaldato di Rocha che sa fondere la poesia violenta di romanzo nordestino, percorsa da grandi passioni e forze primordiali, con il dialettico meccanismo delle situazioni.
 
 
Sabato 19 aprile 2008 dalle 1.40 alle 7.00 (5 ore 20’ = 320’)
CINEMA CHE (NON) SERVE (5)
con i film:
IO ACCUSO                                                     prima visione TV          120’
(Ich klage an, Germania, 1941, 120’, b/n., v.o. con sott. it.)
regia Wolfgang Liebeneiner
Con Heidemarie Hatheyer, Paul Hartmann, Mathias Wieman, Margarete Haagen
Il film, uno dei migliori realizzati nel corso del Terzo Reich, è stato realizzato con l’intento di preparare e di promuovere segretamente il programma di eutanasia voluto da Hitler. La trama narra le vicende di una giovane donna che si ammala di sclerosi multipla e chiede al marito, brillante medico, di morire prima dell’inizio dell’agonia. Incapace di trovare una cura l’uomo accoglie il suo desiderio ed è accusato di omicidio. L’intreccio psicologico è tratteggiato con grande cura e sensibilità, anche grazie al fatto che è ispirato a una vicenda reale.
Il film tuttora è bandito in Germania per il suo contenuto controverso perché pur portando lo spettatore a riflettere sull’argomento prende decisamente le difese dell’accusato. Presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1941.
MARE DENTRO                                    118’
(Spagna, 2004, col.)
Regia: Alejandro Amenabar
Con Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Duenas
A Xuño (Coruna), Ramón Sampedro (1943-1998), meccanico di navi galiziano, vive da quasi trent'anni da tetraplegico, assistito dai familiari: può muovere soltanto la testa. Con il sostegno dell'associazione D.M.D. (Derecho a Morir Dignamente) inizia una lunga battaglia legale per ottenere il diritto a farla finita senza che nessuno (tra cui chi lo aiuterà a morire) possa essere incriminato. Due donne alleviano la solitudine del suo ultimo viaggio. La vita è un diritto o un dovere? E, come dice Ramón: “Chi sono io per giudicare chi vuol vivere?”

postato da: cineless alle ore 13:11 | link | commenti
categorie: televisione, fuori orario
lunedì, 31 marzo 2008

Zuzanna GINCZANKA (1917-1944)

Nota a margine

Non sono nata
dalla polvere
non ritornerò
polvere.


Non sono discesa
dal cielo
e non tornerò in cielo.


Io stessa sono il cielo
come una volta di vetro.
Io stessa sono la terra
come un fertile suolo.


Non sono fuggita
da alcun luogo
e non tornerò
in alcun luogo.


A parte me stessa non conosco altre lontananze.
Nel turgido polmone del vento
e nel cuore indurito delle rocce
devo
me stessa
qui
dispersa
ritrovare.



(Traduzione di Alessandro Amenta)


postato da: cineless alle ore 13:27 | link | commenti
categorie: poesia, polonia, zuzanna ginczanka

Mi candido al Nobel

  1. Fred Astaire
  2. Lauren Bacall
  3. Brigitte Bardot
  4. John Belushi
  5. Ingmar Bergman
  6. Ingrid Bergman 
  7. Humphrey Bogart 
  8. Marlon Brando 
  9. Richard Burton
  10. James Cagney 

Lo saprete già tutti. Ma io l'ho scoperto solo oggi. Cercando Akira Kurosawa sull'IMDB ho notato dal link che questi corrispondeva al nm (name) 41. Quindi, rendendomi conto che il motore di ricerca dell'internet movie database punta ai record del suo database con un numero progressivo che indica in che ordine cronologico sono stati inseriti i record, ho voluto vedere quali fossero i primi nominativi mai inseriti nell'archivio. E sono questi qui sopra.


postato da: cineless alle ore 07:33 | link | commenti
categorie:

La foresta di smeraldo

Sono contento. Ieri mattina sono stato a Villa Gregoriana, a Tivoli. Un posto dove scendi giù giù a capofitto in una gola con cascata e simil-grotte, dove, nonostante i sentieri di terra battuta, le scale in mattonicini e i parapetti in legno, ti senti come Klaus Kinski in Fizcarraldo (ma meno incazzoso e alleggerito di 4 euro).

La parte più bella della visita è stato però il tragitto per arrivare. Sbagliando strada siamo finiti in una realtà parallela fatta di fabbriche abbandonate e strane gallerie che sembravano uscite da un episodio di Sogni di Akira Kurosawa.


postato da: cineless alle ore 07:21 | link | commenti
categorie: gite, tivoli
venerdì, 28 marzo 2008

28-30 Marzo: Matthew Barney al Filmstudio

Al Filmstudio80 di Roma, in Via degli Orti d'Alibert 1/c, dal 28 al 30 Marzo, sarà possibile vedere (o non vedere, dipende se rimarrete svegli o meno!) gli ultimi due film di Matthew Barney (anche detto: il simpatico Mr. Bjork).

Drawing restraint 9 e De lama lamina


postato da: cineless alle ore 07:05 | link | commenti
categorie: eventi, bjork, matther barney, filmstudio
giovedì, 27 marzo 2008

The chinese feast (1995) - Tsui Hark


postato da: cineless alle ore 16:58 | link | commenti
categorie: tsui hark, anita yuen

Un bacio romantico (2007) - Wong Kar-wai

 

Dopo la non calorosissima accoglienza a Cannes erano in pochi a riporre qualche speranza nella prima prova americana di Wong Kar-wai. Ineffetti la genesi stessa del progetto faceva pensare quasi ad un ripiego nell'attesa di girare l'inseguitissimo Lady from Shangai.

A dirla tutta, dopo aver smaltito l'entusiasmo iniziale della prima visione e aver fatto sedimentare il precipitato di dubbi che in ogni caso mi avava assalito, il film non mi ha convinto del tutto. Intendiamoci, cose buone e ottime ce ne sono. In particolare la prima parte oscilla tra il bello e l'accettabile, con le sequenze più riuscite che sono stilisticamente (e non) dalle parti di Hong Kong Express. Anche questo particolare aspetto, se da una parte fuga i dubbi sulla paternità delle scelte stilistiche più riuscite dei vecchi film di Wong (che più d'uno avrebbe attribito in larga parte a Christopher Doyle), dall'altra mi ha dato l'idea di un voler ripescare alcuni degli stilemi più accessibili e di facile presa (ma nel senso buono) per confezionare un prodotto in qualche modo immediato in termini di rappresentatività del suo autore presso il pubblico occidentale.
Ad ogni modo, dicevo, la prima parte scorre offrendo anche dei picchi di intensità emotiva di un certo valore (così come è pur bello l'intenso finale), la seconda, invece, e più precisamente tutto il segmento dell'incontro con Natalie Portman non mi ha entusiasmato. In particolare ci sono delle scelte stilistiche parecchio cafone, come il montaggio alternato, durante la partita di poker, tra i volti della Portman, di Norah Jones, delle fiches (nel senso dei soldini finti, non delle due attrici!) e della Jaguar: il tutto sembra un spot... ma di quelli brutti. Ora io non so se la Jaguar sponzorizzi il film, ma mi stupirei del contrario. La presenza del logo LG in 2046 non era altrettanto invadente.

Il film in sostanza non fa avanzare di un passo la poetica del suo autore che, a mio parere, aveva dato una prova di rinnovamento maggiore, al di là di quanto si dica, con 2046.

Le interpretazioni (Norah Jones, Jude Law, Natalie Portman, Raquel Weisz), dal canto loro, sono adeguate e ad un certo punto appare pure Cat Power (ovvero la donna che nel bel mezzo dei concerti si mette a piangere e se ne va) e questo già da solo varrebbe il prezzo del biglietto.

E poi, alla fin fine, del film ti rimangono tante cose e immagini impresse nella memoria, tanti aneddoti (le chiavi!), la colonna sonora (The greatest!!!!) e quella poetica nostalgica tanto care all'omino con gli occhiali da sole che conserva sempre, anche nella ripetizione, un valore inestimabile per noi vecchi e giovani malinconici. E tutto questo, zitti zitti, vuol dire che vedere My blueberry nights non è stato proprio tempo buttato.

Insomma, io oggi torno a vederlo! Alla faccia vostra! :-P

P.S. Altre recensioni, più entusiaste le trovate presso il giovin cinefilo, quì, e presso la signorina vendicativa, quì.

P.P.S. Rivisto al cinema. Doppiaggio pessimo: "Quella sera scelsi la via più lunga per attraversare la strada" diventa "Quella sera non attraversai la strada". Dove finiremo?


THE GREATEST - Cat Power

 

 


postato da: cineless alle ore 16:16 | link | commenti (2)
categorie: norah jones, cat power, wong kar-wai